
Una montagna di rifiuti alta dodici metri cresciuta accanto a un'area archeologica, e il peso della monnezza di una discarica abusiva che rompe la conduttura principale dell'acqua, lasciando a secco trentacinquemila persone. Un'intera città rifornita dalle autobotti come nel dopoguerra: scuole e negozi chiusi, cittadini sull'orlo di una crisi di nervi, fila per riempire le taniche, i cui prezzi sono saliti alle stelle. La Regione Puglia ha deciso di costituirsi parte civile "in un eventuale processo per punire i responsabili dell'ignobile versamento abusivo di rifiuti in agro di Lucera, che ha causato la rottura della condotta principale di alimentazione idrica con la conseguente mancata erogazione dell'acqua".
Tra le ipotesi di reato disastro ambientale, interruzione di pubblico servizio e avvelenamento.
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